Non capisco come mai così tante persone vorrebbero fare un' altro lavoro rispetto al loro; te ne accorgi in giro, parlando con i conoscienti, guardando su i portali di annunci. Non può essere soltanto la "condizione dell' uomo" che è sempre in cerca della felicità. Il periodo di ognissanti coincide all' incirca con l' inizio, almeno in Sicilia, della raccolta delle olive e la produzione dell' olio; per la prima volta nella mia vita mi è capitato di essere partecipe di questo fatto. In effetti la cosa si è rivelata interessante.
Nella mia vita mi è capitato di aiutare a raccogliere i pomodori, a vendemmiare, a raccogliere (a mano) le pietre dai campi per migliorarne la possibilità di coltivarli, ma la raccolta delle olive, fin' ora, l' avevo solo immaginata, ed ora è una cosa che ricorderò con piacere.
Trovandomi a "pettinare" la pianta per strappare le olive mi sono ritrovato a riflettere sul fatto che non deve essere male vivere di agricoltura, vivere l' agricoltura, seguendo i tempi che la natura ha, ben diversi dai miei in città. Chissà perchè questo pensiero mi ha seguito un po' di giorni e lo confrontavo con ciò che mi capitava: comprare un panino con la milza (la meusa), andare al supermercato, scegliere abiti da sposo, farmi servire una pizza, parlare con una fiorista, andare in tabaccheria... e, inspiegabilmente, continuavo a ripetermi che ci sono un sacco di modi, da quel che vedo, di godersi la vita con un lavoro che può dare delle soddisfazioni e fare sentire felice. Allora perchè se mi domando: "chi, tra le persone che conosco, è felice del mestiere che fa?"... faccio fatica, anche se qualcuno c'è. E queste risposte mi interessano. Chi cerca non trova lavoro, chi cerca non trova personale, chi ha del personale, spesso non è soddisfatto, chi ha un lavoro, spesso vorrebbe cambiarlo e non sta bene con il proprio "capo"; dobbiamo, forse, scambiarci solo tutti i ruoli?
E poi ci sono io che ho la sensazione che se dovessi reinventarmi, ci metterei 5 giorni, con degli orari che mi andrebbero bene, uno stipendio che mi soddisferebbe e, soprattutto, un mestiere che mi darebbe voglia di imparare, di impegnarmi e di dimostare quanto valgo, sentdomi felice. Chi mi conosce sa che ogni volta che entro in un ristorante mi sale la voglia di infilarmi un grembiule e di correre tra i tavoli, così come mi piacerebbe affettare i salumi e sistemare i formaggi al banchetto di un minimarket.
Qualcuno, forse, deve spiegarmi qualcosa; qualcuno, forse, può spiegarmi qualcosa.
Qualcuno vuole spiegarmi qualcosa?
aciaccio@magnumgroup.it