sabato 8 novembre 2008

La raccolta delle olive

e tutto sommato mi sono reso conto che ci sono in giro un sacco di lavori che sarebbe bello fare.
Non capisco come mai così tante persone vorrebbero fare un' altro lavoro rispetto al loro; te ne accorgi in giro, parlando con i conoscienti, guardando su i portali di annunci. Non può essere soltanto la "condizione dell' uomo" che è sempre in cerca della felicità. Il periodo di ognissanti coincide all' incirca con l' inizio, almeno in Sicilia, della raccolta delle olive e la produzione dell' olio; per la prima volta nella mia vita mi è capitato di essere partecipe di questo fatto. In effetti la cosa si è rivelata interessante. Nella mia vita mi è capitato di aiutare a raccogliere i pomodori, a vendemmiare, a raccogliere (a mano) le pietre dai campi per migliorarne la possibilità di coltivarli, ma la raccolta delle olive, fin' ora, l' avevo solo immaginata, ed ora è una cosa che ricorderò con piacere. Trovandomi a "pettinare" la pianta per strappare le olive mi sono ritrovato a riflettere sul fatto che non deve essere male vivere di agricoltura, vivere l' agricoltura, seguendo i tempi che la natura ha, ben diversi dai miei in città. Chissà perchè questo pensiero mi ha seguito un po' di giorni e lo confrontavo con ciò che mi capitava: comprare un panino con la milza (la meusa), andare al supermercato, scegliere abiti da sposo, farmi servire una pizza, parlare con una fiorista, andare in tabaccheria... e, inspiegabilmente, continuavo a ripetermi che ci sono un sacco di modi, da quel che vedo, di godersi la vita con un lavoro che può dare delle soddisfazioni e fare sentire felice. Allora perchè se mi domando: "chi, tra le persone che conosco, è felice del mestiere che fa?"... faccio fatica, anche se qualcuno c'è. E queste risposte mi interessano. Chi cerca non trova lavoro, chi cerca non trova personale, chi ha del personale, spesso non è soddisfatto, chi ha un lavoro, spesso vorrebbe cambiarlo e non sta bene con il proprio "capo"; dobbiamo, forse, scambiarci solo tutti i ruoli? E poi ci sono io che ho la sensazione che se dovessi reinventarmi, ci metterei 5 giorni, con degli orari che mi andrebbero bene, uno stipendio che mi soddisferebbe e, soprattutto, un mestiere che mi darebbe voglia di imparare, di impegnarmi e di dimostare quanto valgo, sentdomi felice. Chi mi conosce sa che ogni volta che entro in un ristorante mi sale la voglia di infilarmi un grembiule e di correre tra i tavoli, così come mi piacerebbe affettare i salumi e sistemare i formaggi al banchetto di un minimarket. Qualcuno, forse, deve spiegarmi qualcosa; qualcuno, forse, può spiegarmi qualcosa. Qualcuno vuole spiegarmi qualcosa? aciaccio@magnumgroup.it